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A Palermo, nella cornice di Palazzo Butera, l’incontro “Mostrare l’unicità” ha preso forma come esperienza condivisa, più che come semplice presentazione.
Un momento dedicato a un pubblico selezionato di architetti, in cui il progetto si è rivelato attraverso relazioni, sguardi e materia costruita.
Protagonisti dell’appuntamento i sistemi Keller Minimal Windows, interpretati come dispositivi capaci di ridefinire il rapporto tra interno ed esterno. Superfici trasparenti, profili ridotti all’essenziale, soglie che si dissolvono: elementi che non si impongono, ma accompagnano lo spazio, rendendo possibile una continuità percettiva e progettuale.
Un momento dedicato a un pubblico selezionato di architetti, in cui il progetto si è rivelato attraverso relazioni, sguardi e materia costruita.
Protagonisti dell’appuntamento i sistemi Keller Minimal Windows, interpretati come dispositivi capaci di ridefinire il rapporto tra interno ed esterno. Superfici trasparenti, profili ridotti all’essenziale, soglie che si dissolvono: elementi che non si impongono, ma accompagnano lo spazio, rendendo possibile una continuità percettiva e progettuale.
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In questo dialogo, la visione di SicilCima trova una risonanza naturale con le proprie radici.
Da Grammichele a Palermo, il percorso dell’azienda si riflette in un’idea di architettura che unisce precisione tecnica e sensibilità culturale, trasformando il serramento in elemento identitario, capace di costruire relazioni tra luoghi, paesaggi e persone.
La visita alla Collezione Valsecchi ha infine ampliato il senso dell’esperienza.
Un patrimonio unico, dove storia e visione si intrecciano, restituendo all’evento una dimensione più ampia: quella di un racconto in cui ogni dettaglio, come nei sistemi Keller, contribuisce a mostrare l’unicità.
Da Grammichele a Palermo, il percorso dell’azienda si riflette in un’idea di architettura che unisce precisione tecnica e sensibilità culturale, trasformando il serramento in elemento identitario, capace di costruire relazioni tra luoghi, paesaggi e persone.
La visita alla Collezione Valsecchi ha infine ampliato il senso dell’esperienza.
Un patrimonio unico, dove storia e visione si intrecciano, restituendo all’evento una dimensione più ampia: quella di un racconto in cui ogni dettaglio, come nei sistemi Keller, contribuisce a mostrare l’unicità.
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Primo appuntamento culturale dopo Soglie del Mediterraneo, Utsuroi esplora il concetto giapponese di trasformazione e impermanenza: un mutamento continuo e inevitabile che si riflette nei paesaggi, nel susseguirsi delle stagioni e nei momenti di passaggio, dissolvendo il confine tra individuo e ambiente.
Il progetto di allestimento, curato da Makoto Fukuda, traduce questo principio in una dimensione spaziale attraverso elementi organici sospesi, leggeri e mobili, il cui movimento richiama i cicli naturali e la transitorietà della luce e delle forme. Lo spazio diventa così esperienza sensibile, in cui percezione e tempo si intrecciano.
Il progetto di allestimento, curato da Makoto Fukuda, traduce questo principio in una dimensione spaziale attraverso elementi organici sospesi, leggeri e mobili, il cui movimento richiama i cicli naturali e la transitorietà della luce e delle forme. Lo spazio diventa così esperienza sensibile, in cui percezione e tempo si intrecciano.
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Con questo intervento, Abadir interpreta il nuovo spazio espositivo aziendale come ambiente narrativo, collegando il concetto di mutamento di Utsuroi all’evoluzione di SicilCima.
Il progetto consolida così il percorso avviato con le installazioni natalizie di Viale Africa 42, configurandosi come dispositivo poetico e culturale capace di esprimere l’identità del brand tra ricerca, interdisciplinarità e dialogo con il territorio.
Il progetto consolida così il percorso avviato con le installazioni natalizie di Viale Africa 42, configurandosi come dispositivo poetico e culturale capace di esprimere l’identità del brand tra ricerca, interdisciplinarità e dialogo con il territorio.
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Ideato per l'apertura del nuovo showroom in Catania, “Soglie del Mediterraneo” è stato molto più di un evento inaugurale: un momento di attraversamento simbolico e reale, capace di raccontare l’identità di SicilCima attraverso il linguaggio universale della musica.
Il Mediterraneo, inteso come luogo di incontro, confine e relazione, è diventato il tema generatore di una serata che ha unito cultura, impresa e visione, trasformando I'inaugurazione del nuovo showroom in un’esperienza condivisa e significativa.
Il Mediterraneo, inteso come luogo di incontro, confine e relazione, è diventato il tema generatore di una serata che ha unito cultura, impresa e visione, trasformando I'inaugurazione del nuovo showroom in un’esperienza condivisa e significativa.
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La performance, affidata all’ensemble Percussio Mundi del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania e curata da Giovanni Caruso e Salvatore Gozzo, ha dato forma a un racconto sonoro fatto di stratificazioni e rimandi culturali.
Le percussioni, con la loro forza primordiale e fisica, hanno guidato il pubblico in un itinerario che attraversa geografie e linguaggi: dai ritmi ancestrali di Ghanaia di Matthias Schmitt, alle composizioni di Giovanni Sollima, fino a Drums in Square dello stesso Caruso, dove il ritmo si fa gesto collettivo e urbano.
Un percorso breve ma intenso, capace di condensare energie, tensioni e suggestioni in una narrazione immersiva e svelante i nuovi spazi espositivi.
Le percussioni, con la loro forza primordiale e fisica, hanno guidato il pubblico in un itinerario che attraversa geografie e linguaggi: dai ritmi ancestrali di Ghanaia di Matthias Schmitt, alle composizioni di Giovanni Sollima, fino a Drums in Square dello stesso Caruso, dove il ritmo si fa gesto collettivo e urbano.
Un percorso breve ma intenso, capace di condensare energie, tensioni e suggestioni in una narrazione immersiva e svelante i nuovi spazi espositivi.
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L'esibizione ha visto la partecipazione di Giovanni Caruso con Rosario Gioeni, Pierpaolo Longo, Davide Pennisi, Kevin Cannavò e Christian Tatum, che hanno restituito al pubblico una performance dinamica, coinvolgente, capace di dialogare con lo spazio dello showroom.
La musica ha così abitato l’architettura, trasformando gli ambienti in un dispositivo sensoriale e relazionale, in cui il suono diventa materia e il ritmo struttura invisibile dell’esperienza.
La musica ha così abitato l’architettura, trasformando gli ambienti in un dispositivo sensoriale e relazionale, in cui il suono diventa materia e il ritmo struttura invisibile dell’esperienza.
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Accanto alla dimensione artistica, la serata ha rappresentato anche un momento di incontro tra professionisti, partner e istituzioni.
Dopo la performance, gli interventi dei curatori e di Lorena e Antonino Fragapane, insieme ai rappresentanti delle aziende partner Schüco Italia e Rimadesio, hanno sottolineato il valore della collaborazione e la volontà di costruire un progetto condiviso, capace di andare oltre il prodotto per abbracciare una visione culturale più ampia.
Dopo la performance, gli interventi dei curatori e di Lorena e Antonino Fragapane, insieme ai rappresentanti delle aziende partner Schüco Italia e Rimadesio, hanno sottolineato il valore della collaborazione e la volontà di costruire un progetto condiviso, capace di andare oltre il prodotto per abbracciare una visione culturale più ampia.
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La visita del nuovo showroom e il successivo momento conviviale hanno completato l’esperienza, trasformando l’inaugurazione in un’occasione autentica di relazione e networking: in questo senso, “Soglie del Mediterraneo” si è configurato come un manifesto.
Varcare una soglia non significa solo entrare in un nuovo spazio, ma aprirsi a nuove possibilità, ridefinire i confini tra impresa e cultura, tra tecnica e sensibilità. Un inizio che racconta con chiarezza la direzione intrapresa da SicilCima, dove ogni progetto diventa occasione di dialogo e ogni luogo un punto di connessione tra persone, idee e territori.
Varcare una soglia non significa solo entrare in un nuovo spazio, ma aprirsi a nuove possibilità, ridefinire i confini tra impresa e cultura, tra tecnica e sensibilità. Un inizio che racconta con chiarezza la direzione intrapresa da SicilCima, dove ogni progetto diventa occasione di dialogo e ogni luogo un punto di connessione tra persone, idee e territori.
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