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Primo appuntamento che ha inaugurato il programma, Paesaggi Ibridi di Atelier Crilo ha rappresentato un momento significativo di riflessione sul rapporto tra rappresentazione e progetto. La mostra, curata dall’architetto e blogger Salvatore D’Agostino, ha raccontato il lavoro dello studio fondato da Cristian Farinella e Lorena Greco.
Attraverso un approccio che ha unito disegno a mano e strumenti digitali, Atelier Crilo ha esplorato la costruzione di paesaggi ibridi: visioni in cui il disegno è diventato strumento di ricerca progettuale. Ne è emersa una lettura del paesaggio come sistema dinamico, in continua trasformazione tra memoria e possibilità futura.
Attraverso un approccio che ha unito disegno a mano e strumenti digitali, Atelier Crilo ha esplorato la costruzione di paesaggi ibridi: visioni in cui il disegno è diventato strumento di ricerca progettuale. Ne è emersa una lettura del paesaggio come sistema dinamico, in continua trasformazione tra memoria e possibilità futura.
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"I paesaggi ibridi dell’Atelier Crilo sono paesaggi immaginifici che speculano, con ironia, su alcuni temi controversi dell’architettura degli ultimi anni: lo sviluppo intensivo, anche in un periodo di forte recessione economica, dell’architettura verticale dei paesaggi metropolitani del pianeta terra; gli spazi non edificati in città densamente edificate; i ruderi dentro la città di edifici che hanno dismesso da poco il proprio ciclo economico; la fascinazione per le case isolate ad alto valore estetico ed economico"
(Salvatore D'Agostino, Milano, 2015).
(Salvatore D'Agostino, Milano, 2015).
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